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15/10/2015 | 08:04

La seconda sezione ha condannato a 11 anni Cengs De Paola, 39enne di Acquarica del Capo, considerato il capo dell'organizzazione. L'indagine consentý di smantellare nel febbraio del 2014, due clan dediti alle estorsioni ai danni di politici e titolari di lidi balneari.


Uno stabilimento balneare


Acquarica del Capo. La seconda sezione collegiale presieduta da Roberto Tanisi ha condannato Cengs De Paola, 39enne di Acquarica del Capo, difeso dagli avvocati Luigi Corvaglia e Paolo Rizzo a 11 anni ( il sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia Guglielmo Cataldi ha chiesto 17 anni); De Paola è considerato il capo dell’organizzazione e rispondeva dell'accusa di estorsione ai danni di amministratori comunali e titolari di lidi balneari, ma anche di associazione mafiosa, detenzione e spaccio, associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti( la Cassazione ha annullato l’ordinanza a carico di De Paola relativamente a quest'ultima accusa). Il pubblico ministero ha chiesto comunque la condanna anche per questo reato.

Il collegio ha condannato anche Martinantonio Manco, 44enne di Taurisano, difeso dall'avvocato Americo Barba a 4 anni e 6 mesi ( a fronte di una richiesta di 9 anni del pm) per due episodi di spaccio ma assolto dall’accusa di associazione a delinquere, finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e il 46enne di Melendugno Giuseppe Durante, difeso sempre da Paolo Rizzo, a 1 anno ( il pm ne aveva chiesti 5) per furto, ma è caduta per lui, l'accusa di estorsione.

Antonio Romano, 32 anni, di Presicce e Gabriele Bellucci, 29ennne, di Ruffano, difesi dagli avvocati Gabriella Mastrolia e Simone Viva sono stati entrambi assolti dallo stesso capo di accusa di Manco, (associazione a delinquere, finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti,così come richiesto dal pm Cataldi) per insufficienza di prove.

Nella tarda mattinata di ieri, hanno discusso i difensori di questi quattro imputati che hanno ribadito come i propri assistiti non facessero parte dell'associazione a delinquere; nell'udienza scorsa, era stata la volta dei legali di De Paola, gli avvocati Corvaglia e Rizzo, che avevano sollecitato l’assoluzione piena perché sarebbe mancata la prova del reato.

Nel corso di un'udienza precedente tenutasi nell'aprile scorso, invece, è comparso in aula il sindaco di Acquarica del Capo, Francesco Ferraro. Egli ha confermato di aver avuto dei diverbi con De Paola, in due circostanze, poiché quest'ultimo gli chiedeva di trovare un "lavoro". Il 39enne avrebbe contestato al sindaco di avere affidato l'appalto per riqualificazione dei plessi scolastici, a ditte che non erano di Acquarica del Capo.

Quello conclusosi ieri, è dunque soltanto il secondo troncone del processo; la maggior parte degli imputati (esattamente 18) coinvolti nell'operazione investigativa "Tam Tam” è stata giudicata in abbreviato e il processo si è chiuso con 11 condanne e 7 assoluzioni. L’indagine consentì di smantellare nel febbraio del 2014, due clan dediti soprattutto alle estorsioni ai danni del proprietari degli stabilimenti balneari del Capo di Leuca. I vari indagati sarebbero risultati appartenere, da una parte al clan “Giannelli-Scarlino” – attivo nella zona di Taurisano, Acquarica del Capo, Ugento, Matino e Casarano; dall’altro a quello dei “Vernel” –i fratelli Antonio ed Andrea Leo, operativo tra Calimera, Vernole e Melendugno.




Autore: Angelo Centonze

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